In breve: "Olio novello" è il modo comune di chiamare l'olio nuovo appena franto, quello dell'ultima raccolta, che esce tra fine ottobre e novembre. Attenzione però a un equivoco: a differenza del vino novello, per l'olio non esiste una definizione ufficiale di "novello" - non è una categoria di legge, è solo un nome popolare. E c'è una differenza ancora più importante: mentre certi vini migliorano col tempo, l'olio è più buono da giovane e peggiora invecchiando. Quindi "olio novello" vuol dire una cosa sola: il più fresco, con i profumi più intensi e i polifenoli al massimo. Il resto lo decide come è stato lavorato e conservato. Se stai cercando l'olio nuovo di quest'anno: la nostra campagna 2026 parte a ottobre e le prenotazioni sono già aperte.
"Antonio, avete l'olio novello?". Ogni autunno me lo chiedono in tanti, ed è una bella domanda, ma dietro c'è un piccolo malinteso che vale la pena chiarire. Perché "olio novello" non è esattamente quello che molti pensano.
Cos'è l'olio novello?
L'olio novello è, semplicemente, l'olio nuovo dell'ultima raccolta: le olive appena colte, frante in questi mesi, danno l'olio della nuova campagna olearia. È quello che esce fresco di frantoio tra fine ottobre e novembre, ancora carico di tutti i suoi profumi. In questo senso "olio novello" e "olio nuovo" sono la stessa cosa: l'olio di quest'anno, appena fatto.
"Olio novello" non è come "vino novello"
Qui sta l'equivoco da sciogliere. Il termine "novello" arriva dal mondo del vino, e questo confonde.
Il vino novello è una categoria regolamentata: la legge stabilisce come si produce e da quando si può vendere. È un tipo di vino ben definito.
Per l'olio, invece, una categoria "novello" non esiste. La legge europea definisce le categorie dell'olio (extravergine, vergine, e così via) e permette di indicare in etichetta l'annata di raccolta, ma non prevede nessuna denominazione "olio novello". Quando leggi o senti "olio novello", non stai davanti a un tipo speciale di olio con regole sue: è solo un modo commerciale e diffuso per dire "olio nuovo, appena franto".
Detto chiaro: non farti impressionare dalla parola "novello" in etichetta. Non certifica niente. Quello che conta è altro.
Perché l'olio è più buono da giovane (il contrario del vino)
Ed ecco la differenza più importante, quella che ribalta l'idea del "novello".
Certi vini con gli anni migliorano. L'olio no: è l'opposto. L'olio extravergine dà il meglio appena fatto e da lì, lentamente, peggiora. I profumi si smorzano, i polifenoli - gli antiossidanti che lo rendono prezioso - piano piano calano. Un olio giovane e ben tenuto è un olio pieno; un olio vecchio è un olio stanco.
Per questo l'olio nuovo è così buono: è nel suo momento di massimo splendore, con l'amaro e il piccante vivi (quel leggero pizzicore in gola, appena lo assaggi, sono proprio i polifenoli freschi). Non perché "novello" sia una qualità certificata, ma perché è fresco.
Quando esce l'olio nuovo?
La raccolta delle olive va, a seconda delle zone e delle cultivar, da ottobre a dicembre. L'olio nuovo comincia quindi a uscire dal frantoio per la fine di ottobre, ed è il periodo in cui lo trovi al suo massimo. Chi cerca l'olio novello, in pratica, cerca proprio questo: mettersi in casa l'olio dell'annata appena spremuto.
Il nostro olio nuovo 2026: quando esce e come averlo
Da noi la campagna comincia a ottobre. Non parte tutto insieme: ogni cultivar si raccoglie quando è al punto giusto, quindi le tipologie escono una dopo l'altra nell'arco di qualche settimana, e le prime spedizioni partono indicativamente da fine ottobre.
È il motivo per cui l'olio nuovo conviene prenotarlo invece che aspettarlo. Non è una trovata commerciale: le quantità della prima frangitura sono quelle che sono, e chi ci ha lasciato il suo nominativo lo chiamiamo per primo, gli diciamo cosa è pronto e quando, e decidiamo insieme quantità e tipologia.
Le prenotazioni per l'annata 2026 sono aperte. Non paghi niente adesso: lasci un recapito nella pagina di prenotazione e ti richiamiamo noi quando l'olio è pronto.
Come riconoscere un vero olio nuovo di qualità
Siccome "novello" in etichetta non garantisce nulla, guarda i segnali che contano davvero:
- L'annata di raccolta in etichetta: è l'unica indicazione ufficiale sulla freschezza. Più è recente, meglio è.
- L'amaro e il piccante: in un olio nuovo di qualità si sentono. Il pizzicore in gola non è un difetto, sono i polifenoli.
- Come viene lavorato e conservato: qui si gioca tutto. Un olio nuovo lasciato con le sue impurità e a contatto con l'aria perde la sua freschezza in fretta.
Ed è proprio l'ultimo punto a fare la differenza tra un olio nuovo che resta buono e uno che si spegne in pochi mesi. Il nostro è extravergine a lavorazione e filtrazione immediata: le olive lavorate in poche ore e l'olio filtrato subito, poi conservato sotto argon, perché quella freschezza da "olio novello" duri il più a lungo possibile - con polifenoli tra 250 e 600 mg per chilo e acidità sotto lo 0,3%. Se vuoi l'olio nuovo di quest'anno al suo meglio, lo trovi su www.fratellicarbone.it.
Insomma, l'olio novello non è un tipo speciale di olio: è semplicemente l'olio nuovo, nel suo momento migliore. E a differenza del vino, con l'olio la regola è una sola: più è fresco, meglio è. Profumi puliti, gusto che non cambia.
A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone
Fonti: Le categorie e le indicazioni dell'olio di oliva (compresa l'annata di raccolta) sono definite dal Regolamento (UE) n. 1308/2013 e dal Regolamento delegato (UE) 2022/2104: non prevedono alcuna categoria "olio novello" - scheda EUR-Lex sulle norme di commercializzazione dell'olio.




