I polifenoli dell'olio extravergine: cosa sono e perché fanno così bene

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I polifenoli dell'olio extravergine: cosa sono e perché fanno così bene
In breve: I polifenoli sono gli antiossidanti naturali dell'olio extravergine, le stesse sostanze che gli danno l'amaro e il piccante in gola. Fanno bene per due motivi documentati: proteggono i grassi del sangue dallo stress ossidativo, un effetto riconosciuto a livello europeo dall'EFSA, e hanno un'azione antiossidante e antinfiammatoria su cui la ricerca continua a lavorare (in particolare su due composti, idrossitirosolo e oleocantale). Li trovi solo in un vero extravergine, ricco e ben conservato, mai in un olio raffinato. Più amaro e piccante senti, più è probabile che ne sia ricco. I nostri stanno tra 250 e 600 mg per chilo. Restano un alimento, non una medicina: per la salute il riferimento è sempre il medico.

Quando assaggi un buon extravergine e senti quell'amaro in bocca e quel pizzicore in gola, molti pensano sia un difetto. È esattamente il contrario: è il segno che l'olio è ricco di polifenoli, la parte più preziosa che contiene. Te lo spiego da frantoiano, con onestà, perché qui in giro si dice di tutto.

Cosa sono i polifenoli dell'olio extravergine

I polifenoli sono gli antiossidanti naturali dell'oliva, che passano nell'olio quando questo viene estratto solo per via meccanica, a freddo, senza raffinazione. Sono loro a dare all'extravergine l'amaro e il piccante, e sono anche il motivo per cui un olio ricco dura di più nel tempo: gli antiossidanti rallentano l'ossidazione, cioè l'invecchiamento dell'olio.

Non sono un parametro obbligatorio di legge, ma sono il vero indice di ricchezza di un olio. Se vuoi capire come si misurano e quali valori cercare insieme ad acidità e perossidi, ne ho parlato nell'articolo sui numeri della qualità. Qui invece ci concentriamo su un'altra domanda: perché fanno bene.

Perché fanno bene: cosa dice davvero la ricerca

Su questo serve onestà, perché è un tema dove il marketing esagera spesso. Ti dico solo quello che è documentato. Il punto più solido è un effetto riconosciuto a livello europeo. L'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha autorizzato un'indicazione precisa: i polifenoli dell'olio di oliva contribuiscono alla protezione dei grassi del sangue dallo stress ossidativo. L'effetto si ottiene con circa 20 grammi di olio al giorno, a patto che fornisca almeno 5 mg di idrossitirosolo e derivati.

È l'unico claim ufficialmente autorizzato sull'argomento, ed è proprio per questo che vale più di mille promesse generiche. C'è poi un secondo filone di ricerca, più giovane ma molto interessante, sull'oleocantale, il polifenolo responsabile del pizzicore in gola. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature ha osservato che, in laboratorio, l'oleocantale agisce con un meccanismo antinfiammatorio simile a quello dell'ibuprofene, ovviamente in quantità diverse. Non significa che un cucchiaio d'olio sia un farmaco: significa che dietro quel pizzicore c'è una sostanza che la scienza sta studiando con attenzione.

E l'idrossitirosolo, l'altro polifenolo chiave, è uno degli antiossidanti più potenti che si conoscano in ambito alimentare. È la base del claim EFSA di cui sopra. Una nota di onestà: l'olio resta un alimento, non una terapia. Questi composti fanno la loro parte dentro una dieta equilibrata, ma se hai problemi di salute il riferimento è il medico, non la bottiglia.

L'amaro e il piccante: il tuo "test" gratuito

Non hai un laboratorio in cucina, ma hai la bocca, e funziona meglio di quanto pensi. L'amaro e il piccante sono il segnale sensoriale dei polifenoli: più li senti, più è probabile che l'olio ne sia ricco. L'amaro lo percepisci sulla lingua, il piccante lo senti come un pizzicore in fondo alla gola, a volte ti fa quasi tossire.

Tante persone, abituate agli oli neutri e raffinati, scambiano queste sensazioni per un difetto. Invece sono la firma di un olio vivo. Un olio del tutto "morbido" e senza carattere, spesso, è semplicemente un olio povero di polifenoli o vecchio.

Da cosa dipende quanti polifenoli ha un olio

Non è un caso se un olio ne ha tanti e un altro pochi. Dipende da scelte precise lungo tutta la filiera. Il primo fattore è il momento della raccolta: i polifenoli sono al massimo quando le olive sono ancora verdi, a inizio invaiatura, e calano man mano che l'oliva matura. Raccogliere presto vuol dire meno olio ma più polifenoli.

Poi conta la cultivar, perché alcune varietà di olive sono naturalmente più ricche di altre. Conta la rapidità di lavorazione: olive lavorate entro poche ore preservano il loro patrimonio, olive lasciate giorni in attesa lo perdono.

E conta la conservazione: luce, calore e aria col tempo distruggono i polifenoli, quindi anche un olio nato ricco, se tenuto male, si impoverisce. Un olio raffinato, infine, di polifenoli non ne ha praticamente: la raffinazione, che sta dietro ai comuni "oli di oliva", toglie i difetti ma porta via anche tutto il buono. Per questo i benefici di cui parliamo valgono solo per un vero extravergine.

Come scegliere un olio ricco di polifenoli

Mettendo insieme quello che abbiamo detto, ecco a cosa guardare:

  • cerca un extravergine, mai un "olio di oliva" raffinato
  • preferisci oli da raccolta precoce e dell'ultima campagna, più freschi e più ricchi
  • all'assaggio, non spaventarti di amaro e piccante: cercali
  • scegli produttori che dichiarano il valore dei polifenoli e l'anno di raccolta
  • conservalo bene, al buio e al fresco, per non sprecare quello che hai pagato

I nostri numeri

I polifenoli per noi non sono uno slogan, sono un dato che controlliamo a ogni campagna. I nostri oli stanno tra 250 e 600 mg per chilo, grazie alla raccolta precoce, alla lavorazione entro poche ore e alla filtrazione immediata, con acidità sotto lo 0,3% e il riconoscimento delle Tre Foglie del Gambero Rosso. È il motivo per cui il nostro olio, oltre a far bene, resta stabile e buono nel tempo. Se vuoi un extravergine scelto proprio per la sua ricchezza, dai un'occhiata alla Linea Premium.


Quel pizzicore in gola che prima ti sembrava un difetto, adesso sai cos'è: è la parte più preziosa del tuo olio. Imparare a riconoscerlo ti rende un acquirente difficile da ingannare. Perché alla fine non è solo olio. È tranquillità, gusto e durata reale. A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone Fonti: Claim UE autorizzato (Reg. 432/2012) sui polifenoli dell'olio e la protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo, valutazione EFSA. Sull'azione antinfiammatoria dell'oleocantale: Beauchamp et al., rivista Nature (2005). Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce un parere medico.

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Domande frequenti

Cosa sono i polifenoli dell'olio extravergine?

Sono gli antiossidanti naturali dell'oliva che passano nell'olio. Danno l'amaro e il piccante, fanno bene alla salute e rendono l'olio più stabile nel tempo.

L'olio extravergine è antinfiammatorio?

La ricerca ha osservato un'azione antinfiammatoria di un suo polifenolo, l'oleocantale, a livello di laboratorio. È un alimento promettente, ma non un farmaco: per la salute il riferimento resta il medico.

A cosa servono i polifenoli?

Sono antiossidanti. A livello europeo è riconosciuto che i polifenoli dell'olio di oliva proteggono i grassi del sangue dallo stress ossidativo, con circa 20 g di olio al giorno.

L'amaro e il piccante dell'olio sono un difetto?

No, sono il contrario. Sono il segnale di un olio ricco di polifenoli. Un olio del tutto neutro spesso ne ha pochi o è vecchio.

Quanti polifenoli deve avere un buon olio?

Non c'è una soglia di legge, ma più sono alti meglio è. I nostri stanno tra 250 e 600 mg per chilo.

I polifenoli si perdono cuocendo?

Una parte sì, con il calore prolungato. Per assumerli al meglio l'ideale è usare l'olio a crudo, su un piatto già pronto.