Olio filtrato o non filtrato: qual è davvero il migliore

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Olio filtrato o non filtrato: qual è davvero il migliore
In breve: Tra olio filtrato e non filtrato il migliore è il filtrato, e non è una questione di aspetto. Appena estratto, l'olio contiene ancora particelle di polpa e acqua di vegetazione: si chiama morchia, ed è biologicamente attiva. Dentro ci sono enzimi che cominciano a lavorare da subito e accelerano il deterioramento. Il non filtrato può sembrare più intenso nei primi giorni — sono proprio quei residui a rilasciare aromi — ma lo stesso fenomeno gli fa perdere i profumi più fini nel giro di settimane. La filtrazione è un processo meccanico: separa acqua e residui senza toccare aromi, colore e polifenoli. E conta quando si fa: filtrare subito dopo l'estrazione blocca l'attività degli enzimi nel momento in cui l'olio è al suo massimo. La torbidità, quindi, non è sinonimo di genuinità: la qualità si misura nel tempo.

C'è una convinzione durissima da scardinare, e me la sento ripetere di continuo: "Antonio, ma l'olio non filtrato non è più genuino?". È forse il mito più diffuso sull'olio. Voglio smontarlo con calma, perché proprio qui si nasconde la differenza tra un olio che dura e uno che delude dopo un mese.

Cosa c'è davvero nell'olio appena estratto

Quando l'olio esce dal frantoio non è composto solo da olio. Insieme ci sono minuscole particelle di polpa di oliva, micro-residui solidi e una piccola quantità di acqua di vegetazione.

Questo insieme si chiama morchia, ed è quello che rende l'olio velato. L'olio non filtrato è semplicemente questo: l'olio lasciato così com'è, senza separarlo dai suoi residui.

All'apparenza sembra solo una questione estetica. Dal punto di vista tecnico è un'altra cosa: quei residui non sono neutri, sono biologicamente attivi.

Gli enzimi della morchia lavorano da subito

Nella morchia ci sono enzimi naturali che vengono dalla polpa dell'oliva. Cominciano a lavorare immediatamente dopo l'estrazione — non dopo settimane o mesi, da subito.

Il loro effetto è accelerare le reazioni che portano alla degradazione degli aromi, alla perdita di freschezza e all'alterazione progressiva del gusto. In pratica un olio non filtrato entra in una fase di invecchiamento molto più rapida rispetto a un olio stabilizzato.

Perché sembra più buono (all'inizio)

Il velo dà l'idea di "naturale, fatto come una volta, non lavorato". E il primo giorno il non filtrato può avere davvero un gusto pieno e ricco. È da qui che nasce il mito.

Ma quella sensazione iniziale è legata proprio alle particelle solide e all'acqua di vegetazione, che nei primi giorni rilasciano composti aromatici. Il punto è che lo stesso fenomeno che dà quell'intensità accelera anche la perdita degli aromi più fini. È un'illusione che dura poco.

Cosa succede dopo: è qui che si gioca tutto

Il problema del non filtrato non è il primo giorno. È quello che succede nei giorni e nelle settimane successive.

L'acqua e i residui rimasti dentro sono una miccia: favoriscono l'attività degli enzimi, le fermentazioni indesiderate e una degradazione più rapida. Nel giro di poche settimane compaiono i difetti classici, e hanno tutti un nome preciso: la morchia (sa di fango, di stantio), l'avvinato, infine il rancido.

Quello che il primo giorno sembrava genuino, dopo un mese è un'altra cosa. In tanti se ne accorgono e pensano "l'olio vero fa così". Non è vero: è solo un olio che non è stato pulito.

"Ma filtrare non toglie le proprietà?"

C'è anche il timore opposto, ed è il secondo mito: "se filtri, togli i polifenoli e i profumi".

La filtrazione è un processo meccanico: separa dall'olio i residui solidi, le micro-particelle di polpa e l'acqua di vegetazione. Non modifica la struttura dell'olio e non elimina i suoi componenti aromatici. Fatta bene, lascia intatti gli antiossidanti, il colore e gli aromi.

In una parola: toglie lo sporco, non il valore.

Il momento giusto: filtrare subito

Filtrare non basta: conta quando.

Se l'olio resta a lungo con la morchia prima di essere filtrato, gli enzimi e i residui hanno già cominciato ad agire, e quel danno non si recupera. Per questo in frantoio serve la filtrazione immediata, subito dopo l'estrazione: si blocca l'attività enzimatica e si stabilizza l'olio proprio nel momento in cui è al massimo della sua espressione aromatica.

È una differenza che non si vede in etichetta e che decide come sarà quell'olio fra sei mesi.

Perché in tanti preferiscono ancora il torbido

L'olio torbido viene associato all'autenticità: la torbidità si legge come segno di naturalità, come se l'olio fosse "meno lavorato".

È una percezione comprensibile, e sbagliata. La qualità non dipende dall'aspetto, ma dalla stabilità nel tempo. Un buon olio non deve solo colpire al primo assaggio: deve mantenere profumi puliti, equilibrio tra amaro e piccante e stabilità aromatica anche a mesi di distanza.

Filtrato o non filtrato: la risposta

Il filtrato vince sulla distanza. Resta pulito, stabile ed elegante.

Quello che conta non è com'è l'olio il primo giorno, ma com'è dopo mesi. Un olio filtrato e ben conservato lo apri oggi e lo ritrovi uguale a lungo. È questa la qualità che serve davvero in cucina, tutti i giorni.

Come lavoriamo noi

Noi facciamo l'opposto di chi punta sull'effetto-primo-giorno. Filtriamo l'olio subito dopo l'estrazione, lo separiamo da acqua e residui e lo conserviamo sotto argon, al riparo da aria e luce. È la nostra categoria: l'extravergine a lavorazione e filtrazione immediata, e se vuoi vedere tutti i passaggi c'è il nostro metodo raccontato per intero.

Il risultato è un olio che non cambia nel tempo, con acidità sotto lo 0,3% e polifenoli tra 250 e 600 mg per chilo.

Se vuoi un olio che resta buono mese dopo mese

Adesso il velo sai leggerlo per quello che è: bello da vedere, e proprio ciò che fa invecchiare l'olio prima.

Se cerchi un olio pulito e stabile nel tempo, dai un'occhiata alla Linea Premium su www.fratellicarbone.it e scegli il profilo che fa per te.

Il "non filtrato più buono" è uno di quei luoghi comuni che costano cari, perché ti fanno scegliere proprio l'olio che durerà di meno. Adesso sai distinguerli. Perché alla fine non è solo olio. È tranquillità, gusto e durata reale.

A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone

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Domande frequenti

È meglio l'olio filtrato o non filtrato?

Il filtrato. Resta pulito e stabile nel tempo, mentre il non filtrato, per via dell'acqua e dei residui che contiene, tende a fermentare e irrancidire in fretta.

Cos'è la morchia dell'olio?

Sono i residui di polpa e l'acqua di vegetazione che restano nell'olio dopo l'estrazione, e che lo rendono velato. Contengono enzimi naturali che accelerano il deterioramento.

L'olio non filtrato è più genuino?

È una percezione, non un fatto. Sembra più naturale perché è velato, ma quel velo è fatto di residui e acqua che ne accelerano il deterioramento.

Perché l'olio non filtrato sembra più profumato all'inizio?

Perché le particelle e l'acqua rilasciano composti aromatici nei primi giorni. Lo stesso fenomeno, però, accelera la perdita degli aromi più fini nelle settimane successive.

La filtrazione toglie le proprietà o gli aromi all'olio?

No. È un processo meccanico che separa solo acqua e residui solidi, senza modificare la struttura dell'olio: polifenoli, aromi e colore restano intatti.

Perché conta filtrare subito dopo l'estrazione?

Perché se l'olio resta a lungo con la morchia gli enzimi hanno già agito e il danno è fatto. La filtrazione immediata li blocca e stabilizza l'olio quando è al massimo.

Perché l'olio non filtrato diventa rancido prima?

Perché l'acqua e i residui rimasti al suo interno innescano fermentazione e ossidazione, i due processi che generano i difetti: morchia, avvinato e infine rancido.