Olio extravergine: l'utilizzo in cucina

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L'olio extravergine in cucina, a crudo e in cottura, spiegato da un frantoiano
In breve: L'olio extravergine dà il meglio a crudo, ma è ottimo anche in cottura, dove i suoi antiossidanti passano in parte al cibo e lo proteggono dalle alterazioni del calore. Si usa a crudo per esaltare i sapori, per marinare le carni prima della griglia, in frittura (regge bene, il suo punto di fumo è intorno ai 200°C), nel soffritto, al forno e persino nei dolci al posto del burro (100 g di burro equivalgono a circa 80 g di olio). L'abbinamento va per similitudine: oli dolci con il pesce, oli fruttati e verdi con carni e bruschette. Questi vantaggi però valgono solo per un extravergine di qualità, con acidità bassa e pochi perossidi.

Sapevi che l'olio extravergine usato in cottura migliora le caratteristiche del cibo? I benefici dell'extravergine sono massimi a crudo, ma anche in cottura fa la sua parte, grazie agli antiossidanti che durante la cottura si trasferiscono in parte al cibo, proteggendolo e limitando le alterazioni causate dalle alte temperature. Vediamo tutte le sue virtù in cucina.

L'olio extravergine in cucina, uso per uso

A crudo

È ormai noto che l'extravergine è il condimento ideale a crudo, per la sua capacità di esaltare il sapore degli ingredienti. Tutte le sue caratteristiche, dal profumo al gusto, valorizzano i cibi con cui entra in contatto. A seconda della ricetta, puoi scegliere un olio delicato, che lascia protagonisti i sapori del piatto, oppure un olio dalle note più intense, fruttate o piccanti, per dare carattere alla ricetta.

La marinatura

Marinare le carni nell'extravergine prima di arrostirle o cuocerle alla griglia può ridurre la formazione di alcune sostanze indesiderate, tra cui composti potenzialmente nocivi che si generano tipicamente con la cottura al barbecue e alla brace.

La frittura

Nella frittura i cibi cuociono tra i 160 e i 180°C, mentre l'extravergine ha un punto di fumo più alto, intorno ai 200°C: la soglia oltre la quale si formano le degradazioni più nocive. Inoltre gli alimenti fritti nell'extravergine ne assorbono in parte gli antiossidanti. Per una buona frittura, tieni presente alcune regole:

  • non mescolarlo con altri grassi vegetali
  • non riutilizzarlo più di 2-3 volte
  • immergi l'alimento quando l'olio ha raggiunto almeno i 180°C (150°C per le verdure ricche di acqua)

Se vuoi tutti i dettagli per una frittura perfetta, ne ho parlato nell'articolo dedicato al friggere con l'olio.

Il soffritto

Il soffritto, o rosolatura, di alcuni vegetali e alimenti con l'extravergine determina uno scambio di antiossidanti che, in certi casi, sembra migliorare il profilo nutrizionale del prodotto cotto rispetto agli ingredienti crudi.

La cottura al forno

L'extravergine è consigliatissimo anche per le cotture in forno: regge bene le alte temperature e arricchisce di sapore ogni piatto. Provalo per il pesce al cartoccio, per gli arrosti, per le verdure e per le patate croccanti.

Nei dolci

Sostituire il burro con l'olio è un'ottima soluzione per dolci più leggeri, soffici, profumati e digeribili. Come proporzione, 100 g di burro equivalgono a circa 80 g di olio.

Come abbinare i diversi tipi di olio

Oli dolci, di colore giallo paglierino

Con un tenue profumo d'oliva e sentori di fiori, si abbinano molto bene ai piatti di pesce, alle insalate di mare e alle fritture di pesce. Vanno bene anche per la maionese e le salse all'uovo, e per condire insalate delicate come la lattuga.

Oli fruttati, verdi, con forti sentori d'erba

Si sposano con le carni crude e alla brace, le bruschette, le zuppe, le insalate di rucola o radicchio e le insalate selvatiche. Ottimi anche negli arrosti, nelle salse di pomodoro, per friggere carni e verdure, e con i piatti a base di funghi.

Oli dal profumo d'oliva con sentori di erbe e ortaggi

Sono adatti a condire le zuppe di legumi e le verdure cotte, agli arrosti di carne, alle salse verdi e ai soffritti di carne.

Conclusione

In qualsiasi modo lo usi, l'extravergine è ottimo in tutte le preparazioni: esalta profumi e sapori e valorizza il cibo. Ma non tutti gli extravergini hanno queste qualità: parliamo solo di oli di ottima qualità, con acidità sotto lo 0,3% e un basso numero di perossidi. Più scende la qualità dell'olio, minori sono i suoi benefici. Perché alla fine non è solo olio. È tranquillità, gusto e durata reale.

A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone, autore del libro "L'olio extravergine di alta qualità".

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Domande frequenti

Si può usare l'olio extravergine in cottura?

Sì. Regge bene le temperature e i suoi antiossidanti passano in parte al cibo, proteggendolo dalle alterazioni causate dal calore.

Si può friggere con l'olio extravergine?

Sì. Il suo punto di fumo (intorno ai 200°C) è più alto delle temperature di frittura (160-180°C). Meglio non mescolarlo ad altri grassi e non riutilizzarlo più di 2-3 volte.

Perché marinare la carne nell'olio prima della griglia?

Perché può ridurre la formazione di alcune sostanze indesiderate che si generano con la cottura ad alte temperature, come sulla brace.

Si può usare l'olio al posto del burro nei dolci?

Sì, e dà dolci più leggeri e soffici. Come proporzione, 100 g di burro equivalgono a circa 80 g di olio.

Che olio abbino al pesce?

Un olio dolce, dal colore giallo paglierino e dal profumo tenue, ideale anche per insalate di mare e fritture di pesce.

Questi vantaggi valgono per tutti gli oli?

No. Valgono solo per un extravergine di qualità, con acidità bassa (sotto lo 0,3%) e pochi perossidi. Più la qualità scende, meno benefici offre.