In breve: In commercio ci sono tre categorie principali di olio d'oliva, in ordine di qualità decrescente. L'olio extravergine è il vertice: ottenuto solo per via meccanica a freddo, senza difetti sensoriali e con acidità sotto lo 0,8%, ricco di polifenoli e grassi monoinsaturi. L'olio di oliva vergine sta un gradino sotto: da olive di qualità inferiore o da un declassamento dell'extravergine, con lievi difetti tollerati e acidità fino al 2%. L'olio di oliva, infine, non ha nulla a che vedere con l'extravergine: è una miscela di olio raffinato (ottenuto per via chimica, con solventi e alte temperature, da un olio lampante difettoso) e un po' di olio vergine. Per scegliere bene, leggi l'etichetta: extravergine è tutt'altra cosa da un semplice "olio di oliva".
Se non mi conosci, sono Antonio Carbone, produttore di olio e autore del libro "L'olio extravergine di alta qualità". In questo articolo vediamo la differenza tra i vari oli in commercio e quale tipologia preferire per fare la scelta giusta.
Quanti tipi di olio esistono in commercio
L'olio extravergine di oliva
Partiamo dal vertice della qualità. L'olio extravergine si ottiene solo per via meccanica, a freddo, così da preservarne aromi, sapori e proprietà nutrizionali. Per meritarsi l'etichetta "extravergine" un olio non deve avere alcun difetto sensoriale al panel test e deve avere un'acidità libera inferiore allo 0,8%. Ricco di polifenoli e grassi monoinsaturi, è un pilastro della dieta mediterranea, apprezzato per il gusto e per il suo valore.
L'olio di oliva vergine
Un gradino sotto c'è l'olio di oliva vergine. Ha caratteristiche sensoriali diverse dall'extravergine, perché prodotto da olive di qualità inferiore oppure ottenuto dal declassamento di un extravergine. Al panel test tollera lievi difetti e può avere un'acidità fino al 2%.
L'olio di oliva
Infine c'è l'"olio di oliva", che con l'extravergine non ha nulla a che vedere: si ottiene miscelando olio di oliva raffinato e olio vergine, in percentuali non definite. L'olio raffinato deriva dalla raffinazione chimica di un olio lampante, cioè un olio che per l'alta acidità e i gravi difetti non potrebbe essere venduto così com'è. La raffinazione tratta l'olio con solventi come l'esano e con temperature oltre i 200°C, rendendolo incolore, insapore e inodore; dopo la deodorazione viene tagliato con un po' di olio vergine e messo in commercio come "olio di oliva".
Come scegliere e cosa cercare
Quando acquisti olio, la chiave è la consapevolezza: leggere con attenzione l'etichetta è fondamentale per capire cosa porti in tavola. Ricorda che comprare un "semplice" olio di oliva è ben diverso dallo scegliere un extravergine di alta qualità. Scegliere l'extravergine significa portare a tavola un prodotto superiore, capace di valorizzare qualsiasi piatto con il suo bouquet di profumi.
Il nostro impegno per la qualità
Come produttore, il mio obiettivo è che ogni goccia che lascia il frantoio rispecchi la cura che dedichiamo alle olive. Dal campo alla bottiglia, ogni passaggio è fatto con attenzione, perché l'olio che arriva sulla tavola dei nostri clienti sia della qualità più alta possibile.
Conclusione
Conoscere le differenze tra i tipi di olio ti aiuta a distinguere un semplice olio di oliva da un vero extravergine, e a scegliere il meglio per te e per chi ami. Se vuoi un extravergine di alta qualità, dai un'occhiata alla Linea Premium. Perché alla fine non è solo olio. È tranquillità, gusto e durata reale.
A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone, autore del libro "L'olio extravergine di alta qualità".

