Olio extravergine e diabete: fa alzare la glicemia? La verità di un frantoiano

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Olio extravergine e diabete: fa alzare la glicemia? La verità di un frantoiano
In breve: Sì, chi ha il diabete può usare l'olio extravergine, ed è anzi tra i grassi più consigliati. L'olio non contiene zuccheri né carboidrati, quindi non alza direttamente la glicemia: è grasso, non zucchero. È ricco di grassi monoinsaturi e di polifenoli, associati a un miglior controllo della glicemia e a un minor rischio di diabete di tipo 2 all'interno di una dieta mediterranea. Aggiunto a un pasto può persino ammorbidire il picco glicemico, perché rallenta la digestione. Resta però un alimento calorico, da usare con misura, e non è una cura: per la terapia e la dieta il riferimento resta il tuo medico o il diabetologo.

"Antonio, ma con il diabete l'olio lo posso usare? Non mi fa alzare la glicemia?". Me lo chiedono spesso, e capisco il dubbio: quando c'è di mezzo la glicemia si diventa giustamente prudenti su tutto. Ti rispondo onestamente, da frantoiano e non da medico, mettendo in fila cosa è vero e cosa è un falso timore.

 

Chi ha il diabete può usare l'olio extravergine?

Partiamo dalla risposta netta: sì. Non solo puoi usarlo, ma l'olio extravergine è proprio uno dei grassi che le indicazioni alimentari per chi ha il diabete consigliano di preferire. Il motivo è semplice e lo vediamo tra un attimo: è un grasso di buona qualità, e soprattutto non è uno zucchero.

L'olio alza la glicemia?

No, e qui c'è il punto che tranquillizza molti. La glicemia sale con i carboidrati e gli zuccheri. L'olio extravergine è grasso puro: non contiene zuccheri, non contiene carboidrati, quindi di per sé non fa salire la glicemia. Quando lo aggiungi a un piatto, non stai aggiungendo qualcosa che ti alza la glicemia. Anzi, succede spesso il contrario.

Diversi studi hanno osservato che aggiungere olio extravergine a un pasto ricco di carboidrati aiuta a ridurre il picco glicemico dopo mangiato, perché il grasso rallenta lo svuotamento dello stomaco e quindi l'assorbimento degli zuccheri diventa più graduale. In parole semplici: lo stesso piatto di pasta, condito con un buon extravergine, tende a farti salire la glicemia in modo meno brusco.

Perché fa bene a chi tiene d'occhio la glicemia

Il valore dell'olio, qui, sta in due cose. La prima sono i grassi monoinsaturi, soprattutto l'acido oleico. Sostituire i grassi saturi (come quelli del burro o di certi insaccati) con i grassi monoinsaturi dell'olio è una scelta associata a un miglior profilo metabolico. Non tutti i grassi sono uguali, e questo è uno dei migliori.

La seconda sono i polifenoli, gli antiossidanti naturali dell'extravergine. La ricerca li lega a effetti antiossidanti e antinfiammatori utili proprio nel contesto del diabete, dove l'infiammazione conta. Qui vale la pena citare un dato serio: lo studio PREDIMED, una delle ricerche più importanti sull'alimentazione, ha osservato che una dieta mediterranea arricchita con olio extravergine si associa a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Non è una promessa da bugiardino, è un'osservazione fatta su migliaia di persone.

La parte onesta: cosa l'olio non fa

Adesso la parte in cui, come sempre, ci teniamo i piedi per terra, perché il tema è delicato. L'olio non è una cura e non sostituisce i farmaci. Se prendi una terapia per il diabete, quella resta, e le decisioni sulla dieta le prendi con il tuo medico o con il diabetologo, non con un articolo di blog.

L'olio resta calorico: circa 90 calorie a cucchiaio. Il peso corporeo incide molto sul diabete, quindi "fa bene" non vuol dire "usane a fiumi". Va dentro la dose giornaliera sensata, qualche cucchiaio al giorno, non di più.

E infine, il beneficio vale per un vero extravergine di qualità. I polifenoli di cui abbiamo parlato ci sono in un extravergine ricco e ben conservato, non in un olio raffinato o vecchio, dove sono ormai spariti. Su questo la qualità non è un dettaglio.

Un confronto semplice tra i grassi

Per capire perché l'extravergine è tra i grassi preferibili, guarda questa differenza di fondo.

Tipo di grasso Esempi Come è visto per la glicemia e il metabolismo
Monoinsaturi olio extravergine di oliva i più consigliati, ricchi di acido oleico e polifenoli
Saturi burro, strutto, insaccati grassi da limitare, meglio sostituirli con i monoinsaturi
Raffinati e idrogenati margarine dure, oli molto lavorati i meno indicati, poveri di sostanze utili

Come usarlo, in pratica

Se convivi con il diabete e vuoi mettere l'olio al posto giusto: usalo a crudo su verdure, legumi, pesce e cereali integrali, dentro una dieta equilibrata e con le porzioni concordate con chi ti segue. A crudo mantiene tutti i suoi polifenoli, ed è il modo migliore per assumerli.

Poche regole semplici, senza aspettative miracolose, e con il medico sempre come riferimento per la parte clinica. Il nostro extravergine è a lavorazione e filtrazione immediata, con polifenoli tra 250 e 600 mg per chilo e acidità sotto lo 0,3%, premiato dal Gambero Rosso con le Tre Foglie. Se vuoi un olio ricco proprio della parte che conta, dai un'occhiata alla Linea Premium.


Insomma: se hai il diabete, l'olio extravergine non è un nemico, è uno degli alleati migliori a tavola, purché di qualità e usato con misura. La glicemia la tieni d'occhio con il medico; l'olio buono ti aiuta a mangiare meglio nel frattempo. Perché alla fine non è solo olio. È tranquillità, gusto e durata reale.

A cura di Antonio Carbone, frantoiano e fondatore di Fratelli Carbone

Fonti: Sull'associazione tra dieta mediterranea con olio extravergine e minor rischio di diabete di tipo 2: studio PREDIMED (Estruch et al., New England Journal of Medicine, 2013 e 2018). Sui polifenoli dell'olio e la protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo: claim UE autorizzato (Reg. 432/2012), valutazione EFSA. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del diabetologo.

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Domande frequenti

Chi ha il diabete può mangiare l'olio extravergine?

Sì. È uno dei grassi consigliati, perché non contiene zuccheri e apporta grassi monoinsaturi e polifenoli. Le quantità vanno concordate con il medico o il diabetologo.

L'olio di oliva alza la glicemia?

No. È grasso, non zucchero, e non contiene carboidrati, quindi non fa salire direttamente la glicemia. Aggiunto a un pasto può anzi renderne più graduale l'assorbimento.

L'olio extravergine aiuta ad abbassare la glicemia?

Non la "abbassa" come un farmaco. Alcuni studi mostrano che, aggiunto a un pasto, rende meno brusco il picco glicemico perché rallenta la digestione. È un aiuto dentro una dieta equilibrata, non una terapia.

Quanto olio può usare chi ha il diabete?

Non c'è una regola unica: resta un alimento calorico, in genere qualche cucchiaio al giorno dentro una dieta bilanciata. La quantità giusta la stabilisce chi segue la tua terapia.

L'olio extravergine previene il diabete?

La dieta mediterranea ricca di extravergine è associata a un minor rischio di diabete di tipo 2 (studio PREDIMED). È un'associazione positiva, non una garanzia individuale.